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 1) OLISMO
Il mito di Atlantide in una scienza perduta
Il progetto di ricerca "Scienza Olistica"

 

 

 

 

La stella a 6 punte - Simbolo della Scienza Olistica

La scienza olistica (dal greco holós, "intero") è una dottrina che considera l'organismo nella sua interezza piuttosto che nelle singole parti che lo compongono. Utilizzata essenzialmente per valorizzare l'interazione tra il corpo e lo spirito, essa cerca di mettere in armonia le dimensioni emotive, sociali, fisiche e spirituali, indirizzando la persona verso un senso di felicità interiore.

La recente decifrazione di alcuni simboli antichi molto noti (Stella Ebraica a 5 punte, Scudo di Davide o stella a sei punte, Caduceo,...) ha apportato nuovi interessanti contributi a questa scienza filosofica, che hanno portato diversi studiosi ad ipotizzare l’esistenza di una civiltà non solo molto più remota e culturalmente superiore rispetto a quelle oggi note (egizia, incas, maya, cinese Taoista, ebraica...), ma addirittura in possesso di una scienza superiore alla nostra!

I suddetti simboli si sono dimostrati tutti parte di un’unica precisa logica; schemi sintetici di un sapere superiore che ci illumina su come l’Universo sarebbe costruito con poche “semplici” leggi che, ripetendosi uguali a catena, darebbero forma ai fenomeni naturali diversi solo all’apparenza. Dunque, una scienza in grado di svelarci i misteri dell’Universo. Simboli come questi si trovano fondamentalmente in tutte le più grandi civiltà del passato, proprio come se esse fossero state in qualche modo iniziate o comunque a contatto con quella civiltà superiore: forse Atlantide!

Il ritrovamento di questa serie di simboli, tutti insieme correlati, e la loro chiave di decifrazione è stata rinvenuta, però, in particolare nella civiltà Cinese Taoista (famosa per la sua millenaria medicina, unica nel suo genere: l’agopuntura) e in quella Ebraica Bibblico-Cabalistica. Tra le due, mentre la visione Biblica risulta essere la più veritiera dal punto di vista della Creazione; quella Taoista (in particolare l’agopuntura cinese) sembra invece essere il maggiore lascito scientifico-tecnico di quell’antico sapere perduto. Una scienza in grado di dimostrare le precise leggi cosmiche e la volontà di un Dio Creatore!

Si tratta di un progetto di ricerca sicuramente singolare ma che si inserisce sia nel decennale filone di ricerca mitologico e scientifico-archeologico di cui il noto scrittore-ricercatore Graham Hancock è stato pioniere, sia in quello epistemologico-scientifico sul rapporto tra filosofia taoista e fisica moderna intrapreso dal noto fisico americano Fritjof Capra autore del Il Tao della Fisica.

In effetti, la medicina cinese dà buoni risultati pratici nella cura di molte patologie ed esistono lunghi elenchi di casi clinici risolti, mentre la scienza medica occidentale è si consapevole di ciò, ma in realtà non è riuscita ancora, attraverso le sue attuali leggi ed il suo approccio sperimentale, a capire realmente tutti i principi grazie ai quali la medicina cinese funziona. Dunque, constatare che tale medicina in molti casi è efficace ed ammettere che non esiste ancora una spiegazione scientifica implica un concetto fondamentalmente assoluto: qualsiasi fenomeno si verifichi in natura deve avere delle leggi che lo determinano.

Quei simboli sarebbero, così, leggi superiori che si ripetono sempre uguali e a catena nella costruzione dell’Universo. Se osserviamo il simbolo della Scienza Olistica ci accorgiamo che le grandi forme o leggi Olistiche, tra cui la stella a sei punte risulta essere la più importante, sembrano essere confermate anche dalla famosa Teoria matematico-scientifica dei Frattali, che studia i fenomeni naturali proprio attraverso schemi geometrici (in particolare esagrammi!) ripetuti a catena, infinite volte, tutti uguali.

Il Prof. Benoit Mandelbrot, praticamente il fondatore della Teoria dei Frattali, disse: "Non sappiamo che cosa sia un frattale, ma riusciamo ad utilizzare questo oggetto, per descrivere la natura, con dei risultati incredibili". Forse oggi ci stiamo avvicinando alla risposta! La matematica e la geometria non sono astrazioni create dalla mente umana ma solo schemi recuperati per logica e realmente esistenti in natura: nulla si crea!

Anche il fenomeno Ufo potrebbe avere risposte più concrete ed "umanizzanti". Questi simboli ci ricordano molto i disegni misteriosi dei cerchi nel grano che, infatti, vengono oggi interpretati come frattali.

Teodoro Brescia


Link Utili
- Sito Ufficiale del Progetto "La Scienza Olistica"
- Sito ufficiale di Graham Hancock
- Sito dedicato al prof. Mandelbrot

  

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 2) OLISTICA
Il Taoismo: l'antica parola di Atlantide
L'agopuntura una testimonianza de "l'epoca d'oro"

 

 

 

 

Il recente progetto di ricerca “La scienza Olistica” ci porta oggi a rivalutare le origini della civiltà umana e a credere che i reperti preistorici che tutti noi conosciamo potrebbero essere solamente i segni di una

nuova era primitiva. Si parla della mitica Atlantide che molti descrivono come fiorente di cultura, ma che potrebbe essere addirittura (come pure alcuni altri studiosi già sostengono) una cultura scientifica e tecnologica. Una civiltà distrutta da un evento naturale come il diluvio del 13000 a.C. o forse una grande pioggia

 di meteoriti (anche i dinosauri sembrano essere scomparsi per un fenomeno analogo), che pose fine, come molte tradizioni mitologiche sembrano confermare, alla cosiddetta “epoca d’oro”.

Le leggende, gli antichi proverbi e gli antichi testi sacri non sarebbero dunque solo il frutto di elaborazioni fantasiose, inventate in tempi lontani dalla scienza; potrebbero essere racconti che fondono e confondono i primi tempi della nuova era primitiva, gli eventi del “recente” diluvio, con quel poco che, nei millenni, si tramandava: “Le macchine volanti di Manes avevano una forma sferica e navigavano nell’aria, potevano in tal modo percorrere grandi distanze in un tempo meravigliosamente breve (I sec. a.C., dal Ramayana, testo sacro dell’antica India)”.

Che sia realmente esistita l’epoca d’oro e che ospitasse una civiltà addirittura superiore alla nostra, non è il frutto di un’altra e più corposa ipotesi mitologica o storico-archeologica, bensì di una ricerca epistemologica altrettanto suggestiva, che nasce dallo studio dei principi dell’agopuntura cinese. Questa antica pratica medica fa parte dell’immenso e specifico patrimonio culturale cinese denominato taoista e ci parla di principi olistici, ossia di grandi leggi sintetiche applicabili a tutti gli ambiti dello scibile umano. Il Taoismo, antico sapere di origine misteriosa, è apparentemente passato alla storia come una forma di cultura filosofico-religiosa ma che investe tutti gli ambiti del sapere. Una “filosofia” unica nel suo genere come unica nella storia della civiltà è il fenomeno della sua medicina agopunturisticaLa reale mancanza di una teoria completa di questa medicina e dunque l’apparente incoerenza logica del Taoismo hanno fatto pensare alla medicina cinese come ad una pratica puramente empirica e al Taoismo come ad un arrangiamento filosofico-religioso, sostanzialmente inventato, per spiegare millenni di osservazione pratica dei fenomeni naturali, agopuntura compresa. In realtà, i presupposti scientifici di questa medicina sono ancor oggi un grande mistero per la nostra scienza che ne ammette spesso i risultati pratici, ma che non riesce ancora a darsene una spiegazione completa.

Si potrebbe, invece, trattare proprio di una scienza reale e olistica perché quella scienza non è scomparsa senza lasciare traccia: Quel popolo dalla grande sapienza ha lasciato a tutti noi una preziosa eredità, in grado di cambiarci davvero la vita: il Taoismo con le sue leggi e buona parte della sua antica pratica medica. Questi principi (di cui il Progetto “La Scienza Olistica” si sta occupando), pur se incompleti, sono tuttora ricostruibili attraverso la decifrazione di alcuni antichi simboli e la relativa analisi epistemologica.

Probabilmente, tutto ciò che dell’antico patrimonio culturale sopravvisse alla catastrofe, nella mente dei superstiti, venne tramandato nei secoli e in minima parte raccolto da Lao-Tze, un leggendario maestro di saggezza considerato oggi un riferimento fondamentale per la filosofia taoista. Ma, anche come lo stesso Confucio conferma, essi attingevano ad un patrimonio culturale molto più antico, rivelato al loro popolo in un’epoca lontanissima, e sul quale già molti libri erano stati scritti: “il lascito più tecnico e scientifico riguardava la medicina, l'astrologia, il calendario…”.

Lo studio dei simboli legati al Taoismo, e al loro decifrazione, ha già portato con buona certezza, ad una scoperta antropologica molto importante: l’esistenza di un’unica civiltà originaria che iniziò alla Conoscenza sia il popolo cinese che quello ebraico. Alcuni dei simboli decifrati non fanno che confermare questa ipotesi. Non è forse vero che il Taoismo ha recuperato simboli come la Stella di Davide (stella ebraica a cinque punte), lo Scudo di Davide (a sei punte) e il Caduceo.

Il “problema” è che le leggi del Tao, anche dopo la decifrazione e proprio come sostiene la tradizione, risultano sempre olistiche. Quindi, se ad esempio la stessa agopuntura rispetta quella logica e funziona, ma la nostra scienza non riesce ad interpretarla secondo i suoi attuali principi, è lecito chiedersi: e se ci fossimo imbattuti davvero in una reale scienza perduta?

Teodoro Brescia


Link Utili
- Sito ufficiale del progetto "La scienza olistica"
- Sito Ufficiale dello scrittore-ricercatore Grahamh Hancock

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3) OLISTICA
Il mistero dei cerchi nel grano
La prova di una scienza superiore

 

 

 

 

L'esagramma

Il Progetto “La Scienza Olistica” è un recente progetto di ricerca che, dopo un’attenta opera di studio e decifrazione, riconduce l’interpretazione di alcuni simboli antichi come appartenenti ad una civiltà superiore alla nostra, una forma diversa di sapere grazie che oggi continua a manifestarsi nella logica dell’antichissima agopuntura cinese , la cui origine è da sempre misteriosa.

Si tratta di simboli molto noti (Stella di Davide, Scudo di Davide, Caduceo...) che, anche se riscontrabili in quasi tutte le maggiori civiltà antiche e preistoriche, hanno la loro maggiore frequenza nella civiltà ebraico-cabalistica e cinese-taoista. Si tratta di leggi di un antico sapere che, nel caso ebraico, si presentano soprattutto da un punto di vista iconografico, mentre in quello taoista, più sotto forma di teoria e tecnica pratica (specie nella medicina agopunturistica).

Il progetto è in un continuo evolversi. L’obiettivo è la ricerca e la decifrazione di tutti i simboli e, dunque, di tutte le leggi di quell’antica forma di conoscenza, e i risultati sembrano essere molto positivi. A questo riguardo alcuni “cerchi nel grano”, portati all’attenzione del mondo dagli ufologi, sembrano proprio appartenere a quella scienza. Se si trattasse davvero di fenomeni di origine aliena, alla luce degli studi olistici, si potrebbe forse pensare ai “crop circles” (cerchi nel grano) come a precisi messaggi che qualcuno ci invita a decifrare al fine di comprendere e accettare, magari pacificamente, la presenza di forme di vita e di civiltà ben diverse dalle nostre ma che un tempo erano “umane”.

Tra gli esempi di “crop circles” immediatamente riconducibili a leggi della Scienza Olistica l’esagramma è quello più utilizzaato. Si sono riscontrati numerosi “crop circles” che riportano, in molteplici rivisitazioni, questo stesso simbolo di base. L’esagramma rappresenta la legge fondamentale di questo antico sapere e nella Scienza Olistica esso rappresenta il ciclo dei sei elementi: Terra Acqua Legno Metallo Fuoco Spirito. Anche il famoso simbolo cabalistico delle 10 Sefirot della Cabala viene valutato, secondo la logica olistica, come l’esagramma o legge dei sei elementi che nasce dalla Luce del Creatore, la Base dell’Albero della Vita, e mostra esplicita-mente il significato del suo sesto elemento posto in alto (lo spirito), configurandone la sua trinità.

Teodoro Brescia


Link Utili
-
Sito ufficiale del progetto "La scienza olistica"
- Sito uffficiale del CUN (Centro Ufologico Nazionale)

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4) OLISTICA

Verso una scienza olistica universale
Leggi universali e scientifiche

 

 

 

 

Dopo la grande scoperta di buona parte della catena del Dna e del corredo genetico degli esseri umani, la scienza compie quotidianamente passi da gigante. Tante patologie che un tempo si consideravano frutto di agenti patogeni non ben individuabili o di vizi del modus vivendi, oggi vengono chiaramente identificate come patologie derivanti da predisposizioni genetiche in cui le cause ambientali, nella “migliore” delle ipotesi, ricoprono il ruolo di fattori scatenanti.

Contemporaneamente, anche tanti comportamenti umani che da secoli consideriamo come puro frutto di adattamenti culturali, di esperienze personali, vengono ora ad assumere una connotazione sempre più scientifica nel senso stretto del termine.

“Individuato nel cervello il luogo della paura”, “il matrimonio dipende dagli ormoni” o, ancora, “il suicidio è una questione genetica”, quotidianamente leggiamo articoli del genere che, qualche tempo fa, avrebbero fatto sorridere e immaginare scenari di pura alchimistica frenesia e che invece, in questi tempi, scorrono come se nulla fosse.

Qual’è dunque la linea di demarcazione tra materia, scienza e cultura? E cos’è, in effetti, la cultura stessa? Ogni azione, pensiero, idea, gioia o paura, sono aspetti diversi di una stessa realtà sensibile. Ogni pensiero ha un suo sito materiale all’interno della memoria cerebrale e ogni nuovo input, fisico o culturale che sia, determina sull’organismo e “sulla materia della mente” (per citare un volume del premio nobel G. M. Edelman) una variazione organica.

Lo stesso Edelman parla di mappe cerebrali ricorsive: quando riviviamo situazioni e sensazioni più volte. Quando esse ricorrono nel tempo, le richiamiamo alla mente; cioè, il nostro cervello se ne ricorda e sfrutta le sue memorie di esperienze analoghe per comportarsi di conseguenza. Ciò significa che la creazione di unità cerebrali che, nate da una prima esperienza, vengono, poi, di volta in volta richiamate, rinforzate, ricostruite e articolate sempre meglio. Questi agglomerati di materia della mente sono effettivamente delle mappe cerebrali che corrispondono, per riportarci su una terminologia più comune alla nostra quotidianità dialettica, a categorie di pensiero.

Riprendendo proprio Edelman quando parla di una coscienza superiore come funzione squisitamente umana che consente evoluzioni culturali possiamo ipotizzare un punto di sintesi tra anima e corpo: il linguaggio sensibile. Ammettiamo, cioè, che l’anima esista ma che sia fatta di una particolare energia che lancia una serie di segnali energetici che si imprimono parimenti sulla materia della mente. Tali input, prettamente umani, si sommano a quelli naturali a cui è sottoposta la materia grigia degli altri animali e, nei millenni, ecco apparire, come per magia, un apparato intellettivo che non ha nessun altro essere vivente; una rete di mappe ricorsive sempre più elaborate.

Ecco che determinismo ed evoluzione divengono due facce della stessa medaglia. Si creerebbe una scienza più evoluta che, in un prossimo futuro, potrebbe arrivare a scoprire leggi naturali diverse; leggi che inglobino gli attuali nozionismi della scienza moderna e ci propongano una sorta di Scienza Olistica, fatta di principi validi sia per il corpo che per la mente e per l’anima.

Una volta, in effetti, si parlava di pietra filosofale e di alchimia della conoscenza. L’oroscopo, la veggenza, la chiromanzia, l’I-Ching cinese; tutte tecniche la cui origine si perde nella notte dei tempi ma che, in effetti, già non erano altro che la chiara ricerca di principi e leggi esatte per capire e controllare allo stesso modo sia il mondo della materia che quello della cultura e dello spirito. Si tratta di un bisogno particolare, un bisogno eterno dell’animo, che conduce l’uomo a voler superare i confini dell’incertezza, cercando di dare una base universale e scientifica a tutte le proprie sensazioni, alcune temporaneamente accantonate dallo scientismo bigotto di alcune epoche, ma infondo eterne e impossibili da cancellare.

 

Teodoro Brescia

 

 

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- Sito ufficiale del progetto "La scienza olistica"

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5) OLISTICA

L'immagine scientifica di Dio
Forma e sostanza con ottica olistica

 

 

 

 

Il Progetto “La Scienza Olistica” è un recente progetto di ricerca che, attraverso uno studio epistemologico e antropologico, ha ritrovato tracce di una mitica civiltà scomparsa almeno 15000 anni fa (forse la leggendaria Atlantide). Tracce rinvenute grazie al recupero e alla decifrazione di una serie di simboli appartenenti ad un’antica “scienza” perduta.

Si tratta di un sapere rimasto ben custodito per millenni, all’interno di misteriosi simboli (PaKua, Stella Ebraica a cinque e a sei punte, Triangolo, Caduceo, eccetera) che, se pur ben conosciuti perché presenti in tutte le più grandi civiltà del passato, nascondono dietro la loro facciata delle interpretazioni nuove e rivoluzionarie.

Un sapere che non riuscì mai ad uscire allo scoperto, probabilmente a causa di qualche disastro (molti studiosi avallano la tesi del “diluvio universale”) che pregiudicò ogni possibilità di diffusione. Ma la cosa importante è che le tracce di quella scienza non sono state del tutto cancellate dal mondo.

I simboli che ne racchiudono le leggi, infatti, risultano essersi conservati all’interno del sapere ebraico Biblico-Cabalistico e nel Taoismo (una antichissima filosofia-religione cinese, dalle origini finora misteriose), disciplina alla base della millenaria agopuntura, medicina oggi scientificamente rivalutata in tutto il mondo.

Il sapere ritrovato potrebbe davvero essere un’antica scienza che, straordinariamente, non riporta queste religioni, come istintivamente verrebbe a molti di pensare, ad una visione “atea” dell’Universo, bensì si presenta come la conferma “scientifica” dell’esistenza di un preciso progetto, di un calcolato equilibrio finalizzato e di un unico Dio Creatore, Spirito intenzionale ed eterno. Ne emerge, dunque, una nuova verità religioso-scientifica che conferma la visione Biblica del mondo e che ritrova nel Taoismo il maggiore “lascito” tecnico-scientifico di quel sapere perduto: La Scienza Olistica.

La nostra scienza moderna, a causa delle sue “limitate” conoscenze (qualcuno sostiene che sino ad oggi essa sia riuscita a rivelarci solo circa il 5% delle leggi dell’universo) si è vista giustamente costretta nei secoli, a non poter avallare le teorie sulla creazione tramandateci dai Testi Sacri e dalle religioni. Questa recente ricerca, invece, ci porta nel mondo dello spirito attraverso un percorso nuovo che recupera la logica matematica di alcuni simboli che si rivelano “millenarie chiavi d’accesso alla conoscenza di una mitica civiltà perduta...”, e che non sono altro che schemi di leggi diverse e capaci di ridare una nuova logica ad alcune scienze antiche (come l’agopuntura cinese) e, forse, alla scienza moderna.

Tale sapere è detto olistico perché composto di poche “semplici” leggi applicabili a tutti i fenomeni dell’Universo. Ciò è possibile, secondo il Tao, perché l’Universo è strutturato in forme - ecco cosa rappresentano i simboli di cui parliamo - sempre uguali che si ripetono a catena. È il ritorno “scientifico” all’alchimia, alla spiritualità, al sogno della pietra filosofale in grado di dissolvere il buio dell’ignoto che da sempre ha attanagliato le nostre menti.

Nel Tao si dimostra non solo “La via della saggezza” ma, a questo punto, “La grande forma (o sintesi dei simboli) della Conoscenza”. “Il Tao - afferma Lao-Tze (il mitico maestro di saggezza a cui la tradizione fa risalire la rivelazione del Taoismo), “generò l’Uno”, la sostanza (Qi per i cinesi); poi lo imbrigliò in varie forme che “generarono le diecimila creature”. Tao e Qi sono quindi il grande binomio assoluto di forma e sostanza.

Tali forme sono intenzionali, perché la Scienza Olistica ci dice che danno funzione alla sostanza, che si ripetono sempre uguali nei fenomeni e vanno a costruire un Universo ciclico tendente, eternamente, all’equilibrio e dunque alla vita. Ma, oltre alla dimostrazione indiretta dell’esistenza di un Dio, derivante dalla chiara visione di un preciso ordine, di un equilibrio eterno e delle sue finalità, ne esiste una più diretta? A quanto pare, sì, ma di questo parleremo la prossima volta.

Teodoro Brescia


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6) OLISTICA

La forza dell'epistemologia comparata
Nasce al Sud un'esperienza che si ispira all'ottica francese  

 

 

 

 

La tradizione del pensiero filosofico francese del ‘900 ha un’ottica diversa da quello utilizzato dalle altre scuole europee e non. Analizzando problematiche “reali”, infatti, gli scienziati della scuole d’oltralpe cercano precisi paradigmi attraverso lo studio della logica matematica. Contemporaneamente, però, questa scuola si preoccupa, anche, di storicizzare il sapere scientifico e matematico, in modo da ridimensionare, per quanto possibile, la cosiddetta “hubris” (tracotanza) degli scienziati, sia quella etica (ponendoli dinnanzi agli obbrobri commessi nei secoli) sia professionale (riportandoli alla realtà di un sapere che ha i propri limiti e che è sempre condizionato dalla forma mentis storica e spirituale di ognuno di essi).

Non è, comunque, facile. Il reale è unitario, i saperi che lo studiano sono ancora tanti, perché non si trovano delle leggi universali. Tanti gli enigmi ancora senza risposta e mettere tali limiti costringe il pensiero ad aprirsi a nuove soluzioni e, dunque, ad aprirsi a nuove idee, ad intuizioni che possono portare alle future scoperte. In Italia, invece, avviene un processo del tutto differente. Il pensiero filosofico soffre e la scienza si rinchiude nelle proprie categorie dogmatiche. Spesso, siamo soliti aggrapparci a statiche certezze, mentre la storia ci insegna che il progresso nasce dai problemi “reali”. Le ipotesi audaci e le intuizioni geniali stanno alle base delle scoperte eccezionali.

Comunque, non si può non considerare il fatto che l’unicità del sapere scientifico si possa meglio intuire nel linguaggio matematico, con la sua universalità di base capace di anticipare il reale oltre ogni più audace esperimento. Ma la matematica da sola non sembra bastare. Infatti, solo grazie ad un’ottica storica, il pensiero, sia filosofico che scientifico, acquista obiettività e si predispone ad essere ricettivo e fecondo.

Ecco che un formidabile “franco” pensatore del novecento, Michel Serres, figlio della sua tradizione filosofica matematico-storica (da Cavailles a Lautman, da Hilbert a Bourbaki, da Poincarè a Le Roy), alla ricerca di valide soluzioni ad interrogativi “semplici e reali” può trovare la forza di sfidare anche gli ultimi baluardi di staticità di quel pensiero epistemologico.

È vero, ogni disciplina può creare la propria filosofia (epistemologia) solo dal suo interno, ossia la filosofia della scienza “auto-genera” anche la sua matematica. Questo il pensiero di Serres, il quale anzi sostiene che il vero compito di un epistemologo è quello di lavorare sui confini delle discipline, alla ricerca di affinità, di continuità, di principi comuni, da qui il termine di “epistemologie comparate”. Egli sostiene, inoltre, che tutte le scienze, anche quelle umane, debbano essere studiate rigorosamente e storicamente, sia per risalire ad una “teoria generale della conoscenza”, sia per costruire un reale olismo logico (cioè un minimo codice logico e/o matematico universale) che vada oltre le differenze tra i saperi e che risiede nell’unicità del reale.

L’Italia, forte della sua tradizione di intelletti audaci e della sua impostazione storica, ma ,“purtroppo”, spesso debole quando legata ai nozionismi e alle improduttive elucubrazioni storicistiche, ha molto da imparare e tanto da offrire. Qualcuno comincia a rendersi conto di questi limiti filosofici e scientifici e qualcosa sembra stia movendosi. Intanto, dall’Università di Lecce, il prof. Mario Castellana (docente di Logica ed Epistemologia) ha deciso di fondare la collana di studi filosofici Hermes-Hestia. Un titolo che implica l’idea di pensiero vivo che nasce dal connubio tra il dio degli incroci (Hermes) e la dea della stabilità (Hestia). La collana di studi è partita in questi giorni con un primo volume (Chiarimenti, di M. Serres – Ed. Barbieri, Manduria – Taranto), provocatoriamente, auspicante e indicativo, su quella che, come dicevamo, è una delle posizioni filosofiche francesi più audaci.

Teodoro Brescia

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7) OLISTICA

La lettura delle realtà in due dimensioni
L'ottica di una scienza di 15000 anni fa

 “La Scienza Olistica” è un recente progetto di ricerca che, attraverso uno studio epistemologico e antropologico, ha ritrovato tracce di una mitica civiltà scomparsa almeno 15000 anni fa (forse la leggendaria Atlantide).
Si tratta di un sapere rimasto ben custodito per millenni all’interno di misteriosi simboli (PaKua, Stella Ebraica a cinque ed a sei punte, Triangolo, Caduceo, eccetera) che, se pur ben noti perché presenti in molte grandi civiltà del passato, nascondevano dietro la loro facciata “ornamentale” delle interpretazioni nuove e rivoluzionarie. I simboli, infatti, racchiudono delle leggi che sono risultate ancora ben conservate all’interno del sapere ebraico Biblico-Cabalistico e nel Taoismo (una antichissima filosofia-religione cinese, dalle origini finora misteriose), disciplina alla base della millenaria agopuntura, medicina oggi scientificamente rivalutata in tutto il mondo. Millenni or sono, come notato negli anni ’70 dal famoso fisico americano Fritjof Capra, tale antico sapere già descriveva in modo eccezionale la materia che compone l’Universo: composta non di piccolissimi mattoni monolitici (idea filosofica su cui il nostro pensiero ha sostato per secoli e su cui ha fondato tutta la scienza fino ai primi del ‘900), bensì di sostanza unitaria (detta Qi) capace di oscillare tra lo stato “rarefatto” di energia e quello “condensato” di materia. L’energia che si trasforma in materia (equazione di Einstein).
Nella visione olistica le particelle essenziali della materia sono composte di quantità triple, quattro trigrammi e quattro antitrigrammi simmetrici (trato dalla teoria dell’I-Ching taoista). Oggi parliamo di quark come mattoni trigrammatici della materia e di rispettivi antiquark (antimateria) e una delle teorie della fisica moderna sostiene proprio che <<è necessario postulare quattro quark – n, d, c, s – e i corrispondenti antiquark>>.
La Scienza Olistica, in generale, sostiene che la sostanza all’atto della Creazione era unica e indistinta, che è esplosa in infinite particelle le quali si sono poi agglomerate secondo le forme descritte da quelle leggi: ecco il valore delle forme della Creazione, ossia dei simboli ritrovati. Tali principi regolerebbero l’Universo analogicamente, cioè le leggi di costruzione della realtà sarebbero sempre le stesse, ovvero i fenomeni (micro- o macrocosmici, particelle o galassie che siano) sarebbero costruiti matematicamente secondo schemi sempre uguali. Questo implica un’analogia tra le varie realtà, vicine o lontane che siano.
A tal proposito, le ultimissime scoperte della fisica (Teoria del Big Boom, o teoria dell’inflazione, recente alternativa al Big Bang), proprio in questi giorni, ci dicono che <<”si deve ipotizzare che in principio” tutta la massa esistente fosse riunita in un unico punto, da cui, in seguito ad una immane esplosione, tutta la materia cominciò a propagarsi nello spazio, che si espanse creando l'universo>>. <<Recenti osservazioni sulla radiazione di fondo, la "memoria" che l'Universo conserva dell'attimo iniziale, rivelano una sorprendente uniformità in tutte le direzioni. "I lati opposti dell'Universo non hanno avuto tempo sufficiente per comunicare l'uno con l'altro. Eppure, dalle osservazioni noi rileviamo che l'universo è straordinariamente omogeneo", afferma Steinhardt.
Inoltre, le leggi olistiche del mondo descrivono la realtà fatta di due sole dimensioni. Infatti, i simboli sopra citati che ne rappresentano gli schemi matematici e geometrici, sono tutti bidimensionali, ossia indicano che ogni fenomeno, seppur visivamente tridimensionale (particella o Universo che sia), ha comunque dei legami energetici dispiegabili su in unico piano. E il principio dei 5 elementi, infine, (legge cardine del Taoismo e di tutta l’agopuntura) afferma, come tutti gli altri principi olistici, la similitudine tra le diverse realtà e ci parla di colori, sapori... e suoni di base che sono universali e che, analogicamente, si ripetono sempre uguali dal micro al macrocosmo.
Bene, se la matematica e la geometria sono già da tempo la base e l’aspirazione di tutte le scienze, e la sostanza energetica ha sostituito il concetto di materia rigida, ed i quark e la simmetria della materia subatomica sono da qualche anno una realtà, ecco, di seguito, cosa ci dicono le ultimissime scoperte della fisica. 
Un anno fa finì sulle prime pagine di tutti i giornali l’esperimento Boomerang. Un’eccezionale scoperta di un gruppo internazionale di cosmologi guidati dal fisico italiano dell'Università romana "La Sapienza" Paolo De Bernardis e dall'americano Andrea Lange del Caltech (citiamo direttamente le ultime dei giornali): coerentemente con la lettura olistica della realtà in due sole dimensioni, l’anno scorso riuscirono a fotografare il momento del Big bang e <<una prima analisi dei dati, che evidenziava solo le strutture più grandi (che si formarono all’origine), aveva suscitato grande attenzione perché la misura delle dimensioni di queste strutture aveva permesso di determinare la geometria “piatta” dell’Universo>>.
Oggi tornano “alla riscossa” e - in accordo con la teoria olistica delle note universali – scoprono che <<l’Universo nacque a tempo di sinfonia. Quindici miliardi d’anni fa, un attimo prima del Big Bang, quello che oggi chiamiamo creato si sviluppò da una minuscola regione subatomica che venne gonfiata vertiginosamente grazie alla presenza di particolari onde formate da gas incandescente... I barioni, ovvero la materia ordinaria con cui interagiamo tutti i giorni, sono una componente minore dell'universo. La loro presenza però modifica le onde sonore dell'universo primordiale, innalzando le armoniche dispari rispetto a quelle pari:  è un po’ come sentire suonare la stessa nota da un clarino invece che da un flauto...>>.

Teodoro Brescia

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SCOPERTE NUOVE TRACCE DELLA MITICA ATLANTIDE E DI UN'ANTICA SCIENZA PERDUTA
di Teodoro Brescia
per Edicolaweb
  

Tesi forte ma già valutata positivamente a livello Accademico, dall'Associazione "Agopuntura-Moxibustione", da medici e ricercatori a livello nazionale.


Il Progetto "La Scienza Olistica" è un recente progetto di ricerca che attraverso uno studio epistemologico di tipo comparativo ed indiziario - un moderno metodo di analisi scientifica - ha recuperato buona parte di un'antica forma di sapere perduto, appartenuto ad una civiltà scomparsa almeno 15.000 anni fa: forse la mitica Atlantide. Tutti sappiamo che di Atlantide doveva essere una civiltà molto avanzata e alcune leggende parlano addirittura di "civiltà tecnologica".
L'antico sapere ritrovato era rimasto ben custodito per millenni all'interno di misteriosi simboli (PaKua, Stella Ebraica a cinque ed a sei punte, Triangolo, Caduceo, ecc…) che, se pur ben noti all'Umanità perché presenti in molte grandi civiltà del passato, erano stati da sempre considerati simboli "ornamentali". Essi nascondevano invece una precisa logica codificata e, forse, le leggi di un'antica scienza perduta superiore alla nostra: la Scienza Olistica.
Tali leggi sono rimaste ben conservate all'interno del sapere ebraico Cabalistico e nel Taoismo, una antichissima teoria filosofica cinese, dalle origini finora misteriose, alla base della millenaria agopuntura. Questa scoperta apre la strada, anzitutto, a suggestivi orizzonti antropologici perché dimostra l'esistenza di un'unica grande civiltà antichissima, date le corrispondenze con gli studi antropologici, archeologici e mitologici del noto ricercatore-scrittore americano Graham Hancock, il quale collega le origini delle maggiori civiltà del passato (egiziana, incas, cambogiana, polinesiana dell'isola di Pasqua...) e, in particolare, di quella cinese ed ebraica.
Oggi si assiste ad un notevole sviluppo delle "medicine alternative". La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è forse la più antica, basti pensare all'agopuntura.
Dopo oltre 50 anni di studi scientifici e sperimentali, l'agopuntura ci costringe tuttora ad indagare: restano, infatti, molti misteri scientifici su questa antica medicina che, rimasta in vita per millenni, è sopravvissuta all'avvento della scienza medica tout court per una comprovata efficacia empirica millenaria. Così oggi si è arrivati alla conclusione che essa potrebbe basarsi, per alcuni aspetti, su leggi biochimiche e bioenergetiche tuttora non del tutto note alla scienza moderna. Ed è proprio di questi giorni la notizia, apparsa sui giornali italiani: "L'agopuntura è efficace... è stata dimostrata scientificamente, per la prima volta al mondo, l'efficacia dell'agopuntura contro il dolore. Lo si deve ad un gruppo di ricercatori milanesi del CNR, dell'Università Bicocca e dell'Istituto San Raffaele di Milano...".
Ma di che genere di leggi scientifiche si tratta e perché dovremmo parlare di una scienza superiore alla nostra?
Perché la scoperta di questi ricercatori, secondo gli studi olistici, è solo la punta di un immenso iceberg. Infatti, la MTC cura tanti tipi di patologie e non è efficace solo contro il dolore. Molti misteri, dunque, sulle sue leggi scientifiche sono tuttora irrisolti.
In realtà il Taoismo, e dunque la teoria dell'agopuntura, è collegato al mito della pietra filosofale poiché sostiene l'esistenza di alcuni principi assoluti per capire tutti i fenomeni esistenti in natura: poche leggi per capire l'Universo! Una sorta di sapere, appunto, superiore ed universale. Esso non ha retto il confronto teorico con il razionalismo occidentale e la scienza moderna; ma è anche vero che, praticamente, l'agopuntura non è mai scomparsa.
Quelle leggi, in effetti, sembravano descrizioni fantasiose e metaforiche costruite per definire risultati empirici, ma già il fisico americano Frjtiof Capra, autore del best-seller "Il Tao della Fisica", per un tratto sostenne, negli anni '70, che questo antichissimo sapere cinese poteva essere una sorta di "antica scienza perduta", poiché egli aveva notato tantissime analogie fra il Tao e fisica moderna; la mancanza di ulteriori principi logici del Taoismo lo aveva poi indotto ad optare per la "solita" conclusione che si trattasse solo di principi fantasiosi per dare una teoria ad una saggezza tutta empirica.
Invece, il Taoismo poteva presentare dei vuoti logici: come se qualche tassello fosse andato perduto. E così, andando avanti nella ricerca, sono venuti a galla tutta quella serie di simboli sopra citati, alcuni già osservati separatamente in molte delle più grandi civiltà del passato e, guarda caso, legati al "mito" di Atlantide e della pietra filosofale, ma ora ritrovati tutti insieme ed infine decifrati.
Tali simboli sono gli schemi delle leggi che, secondo gli atlantidi, regolerebbero l'Universo. Le leggi di costruzione della realtà, stando a quegli schemi, sarebbero sempre le stesse, ovvero i fenomeni (micro o macrocosmici, particelle o galassie che siano) sarebbero costruiti matematicamente secondo schemi sempre uguali. Questo implica un'analogia tra le varie realtà, vicine o lontane che siano.
A tal proposito, le ultime scoperte della fisica - Teoria del Big Boom, o teoria dell'inflazione, "recente" alternativa al Big Bang - come afferma Steinhardt, ci dicono che: "I lati opposti dell'Universo non hanno avuto tempo sufficiente per comunicare l'uno con l'altro. Eppure, dalle osservazioni noi rileviamo che l'universo è straordinariamente omogeneo".
Ma c'è dell'altro: la logica olistica, descritta in questi antichi simboli, è una logica solo in parte sconosciuta. Essa , infatti, non solo possiede al suo interno una coerenza impressionante, ma dimostra di avere tantissime analogie con i principi della scienza moderna. Si tratta di una logica che, in effetti, sta già prendendo piede in ambito scientifico da diversi anni, ma da un punto di vista matematico: "la matematica frattale". I moderni matematici affermano che la teoria frattale lasci presumere, guarda caso, che la matematica sia nella natura e che possano davvero esistere leggi matematiche universali, o olistiche, che essi chiamano "leggi invariantive topologiche". Il Progetto "La Scienza Olistica", sembra averle in parte già trovate, o meglio ritrovate.
Inoltre, le leggi olistiche descrivono la realtà come fatta di due sole dimensioni. Infatti, i simboli sopra citati che ne rappresentano gli schemi matematici e geometrici, sono tutti bidimensionali, ossia indicano che ogni fenomeno, seppur visivamente tridimensionale, particella o Universo che sia, ha comunque dei legami energetici dispiegabili su in unico piano.
Un anno fa finì sulle prime pagine di tutti i giornali l'esperimento Boomerang. Un'eccezionale scoperta di un gruppo internazionale di cosmologi guidati dall'italiano Paolo De Bernardis, un fisico dell'Università "La Sapienza" di Roma e dall'americano Andrea Lange del Caltech che, coerentemente con la lettura olistica della realtà in due sole dimensioni, dopo essere riusciti a fotografare il momento del Big bang dissero: "Una prima analisi dei dati, che evidenziava solo le strutture più grandi (che si formarono all'origine), aveva suscitato grande attenzione perché la misura delle dimensioni di queste strutture aveva permesso di determinare la geometria 'piatta' dell'Universo".
Le conferme antropologiche e scientifiche ottenute da tutte le ricerche che il Progetto "La Scienza Olistica" sta portando avanti sono davvero tante e non è certo possibile elencare tutte le ipotesi possibili, costruite su di esse. È però particolarmente suggestiva ed avveniristica l'ipotesi dell'esistenza di un preciso numero di "porte dimensionali" di accesso ad un mondo parallelo, già teorizzato, seguendo altre strade, da vari scienziati e della possibilità che la civiltà di Atlantide - in possesso di una scienza superiore e dunque del segreto delle porte dimensionali - sia scomparsa sì dalla faccia di questa terra ma per rifugiarsi, a causa un'immensa catastrofe planetaria, nell'universo parallelo.
Gli extraterrestri di oggi potrebbero essere i terrestri atlantidi di ieri, tornati a rivisitare il loro vecchio mondo. A supporto di questa possibilità, e comunque dell'esistenza di una scienza superiore olistica, vi è il famoso mistero dei "cerchi nel grano". Molti ufologi sostengono che si tratti di messaggi di origine extraterrestre. Il fatto è che alcuni di quei "cerchi" sono identici ad alcuni simboli della Scienza Olistica e, guarda caso, i matematici che hanno studiato i "crop circles" - e che non conoscevano i nuovi studi olistici di cui oggi vi parliamo - sostengono con certezza che si tratti di schemi matematici frattali.


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IL TAO DELLO SPIRITO
Bibbia, Tao e Scienza: Sintesi di Verità

di Teodoro Brescia
Hermes Edizioni, Roma 2000

L. 25.000 (Euro 12.91)

RECENSIONE:

Quest’opera espone i risultati di uno studio filosofico-scientifico e antropologico sul sapere taoista.
Procedendo sulla strada aperta dal fisico americano Fritjof Capra nel suo celebre Il Tao della Fisica, approda alla scoperta di un antico Sapere Assoluto dell’uomo, smarrito nella notte dei tempi. Tale sapere collegherebbe direttamente il Tao alla Bibbia e, provando la scientificità del primo, l’Autore dimostra anche le verità della seconda.
Inoltre, in questa ricerca si inseriscono perfettamente, e si sviluppano con nuovi esiti, le teorie postulate dal noto scrittore e ricercatore Graham Hancock circa un’antica civiltà cancellata dal Diluvio Universale che viene qui identificata con quella taoista. Una volta scoperto un Sapere Assoluto, tutto può venire spiegato attraverso le sue leggi. Le verità della Bibbia, del Tao e della Cabala; la dimostrazione dell’esistenza biologica dello Spirito (che in queste nuove ricerche è indicato come il sesto elemento); il mistero di Atlantide e delle origini della civiltà umana; persino l’esistenza degli UFO e delle porte dimensionali d’accesso ad un universo parallelo, tutto assume un nuovo senso logico. Quest’ultima teoria viene sviluppata attraverso calcoli che indicano con esattezza tre possibili varchi spazio-temporali nel nostro universo. Infine, anche l’enigma della mente umana può giovarsi di nuove risposte. Emerge un’incredibile corrispondenza tra la concezione taoista della mente in medicina cinese e l’idea che ape dai recenti sviluppi delle neuroscienze; specialmente con i lavori di ricerca del Premio Nobel per la medicina Gerald M. Edelman. Tale analogia, associata all’identificazione delle funzioni dello spirito, conduce al superamento dell’eterno limite della filosofia occidentale: il dualismo cognitivo tra mondo fisico e mondo metafisico.
Il testo è arricchito da 70 illustrazioni e vari schemi.



L'autore Teodoro Brescia è nato a Brindisi (1973), si è laureato in filosofia all’Università di Lecce con una tesi sperimentale di logica sulla ricerca di una matrice scientifica del sapere taoista.
Praticante di arti marziali, è cintura nera 2° Dan di karate; si è dedicato anche allo studio del Jeet Kune Do, la filosofia marziale taoista ideata da Bruce Lee. Ha poi esteso i suoi studi in ambito amedico: diplomatosi in massofisioterapia, ha seguito anche un corso di Medicina Cinese. È impegnato in una ricerca sul taoismo all’interno del Progetto "La Scienza Olistica".

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 IL TAO DELLA MEDICINA
 La Scienza Olistica e la Medicina Tradizionale Cinese

di Teodoro Brescia
Hermes Edizioni, Roma 2001

L. 25.000 (Euro 12.91)

               

RECENSIONE:

L’Autore rende noti i nuovi risultati raggiunti dalla ricerca descritta nel precedente volume, Il Tao dello Spirito. L’applicazione scientifica, in campo medico, delle prime antiche leggi olistiche ritrovate, ha permesso la ricomposizione di molti ulteriori principi di quell’arcano sapere, e sembra confermare, sempre più, l’esistenza di una incredibile scienza superiore, frutto di una civiltà – forse quella atlantidea – più evoluta della nostra.
Una Scienza Olistica, quindi, custode di poche e semplici leggi in grado di interpretare tutti i fenomeni dell’Universo.
La Medicina Tradizionale Cinese è la te più corposa del taoismo ed è quella che, almeno in ambito pratico, meno ha risentito dei millenari e improbabili tentativi filosofici di interpretazione.
L’agopuntura è atti l’unico aspetto del taoismo che ancora in questo secolo si sta cercando di studiare scientificamente, anche attraverso i principi della nostra conoscenza medica.
Sono stati analizzati i principi della medicina occidentale e quelli della medicina cinese cercandone una interpretazione attraverso le leggi olistiche. Ne è risultato che con queste leggi si può spiegare davvero ogni cosa: l’anatomia e la fisiologia, la struttura matematica frattale di tutti i fenomeni e dunque degli stessi apati, la chimica dell’organismo, la kinesiologia, il DNA, l’agopuntura, la riflessologia, la cromoterapia, i Chakra, il significato del Caduceo. Molte altre leggi della Creazione non sarebbero affatto né casuali, né dogmatiche, bensì il frutto di una logica ferrea. Tra queste, la direzione del massaggio cinese, gli esercizi di Qigong, la stessa pratica taoista della lunga vita e dell’immortalità, la teoria della Creazione, il fine ultimo della vita...
Il testo è arricchito da 150 illustrazioni e schemi.



L'autore Teodoro Brescia è nato a Brindisi (1973), si è laureato in filosofia all’Università di Lecce con una tesi sperimentale di logica sulla ricerca di una matrice scientifica del sapere taoista.
Praticante di arti marziali, è cintura nera 2° Dan di karate; si è dedicato anche allo studio del Jeet Kune Do, la filosofia marziale taoista ideata da Bruce Lee. Ha poi esteso i suoi studi in ambito amedico: diplomatosi in massofisioterapia, ha seguito anche un corso di Medicina Cinese. È impegnato in una ricerca sul taoismo all’interno del Progetto "La Scienza Olistica".

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IL TAO DELLO SPIRITO
Bibbia, Tao e Scienza: Sintesi di Verità

di Teodoro Brescia
Hermes Edizioni, Roma 2000

144 pagine - L. 25.000 (Euro 12.91)

Quest'opera espone i risultati di uno studio filosofico e antropologico sul sapere taoista. Procedendo sulla strada aperta dal fisico americano Fritjof Capra nel suo celebre Il Tao de/la Fisica, approda alla scoperta di un antico sapere assoluto dell'uomo, smarrito nella notte dei tempi. Tale sapere collegherebbe direttamente il Tao alla Bibbia e, provando la scientificità del primo, l'autore dimostra anche le verità della seconda. Inoltre, in questa ricerca si inseriscono perfettamente, e si sviluppano con nuovi esiti, le teorie postulate dal noto scrittore e ricercatore Graham Hancock circa un'antica civiltà cancellata dal Diluvio Universale che viene qui identificata con quella taoista.
Una volta scoperto un sapere assoluto, tutto può venire spiegato attraverso le sue leggi. Le verità della Bibbia, del Tao e della Cabala; la dimostrazione dell'esistenza biologica dello spirito (che in queste nuove ricerche è indicato come il sesto elemento); il mistero di Atlantide e delle origini della civiltà umana; persino l'esistenza degli Ufo e delle porte dimensionali d'accesso ad un universo parallelo, tutto assume un nuovo senso logico. Quest'ultima teoria viene sviluppata attraverso calcoli che indicano con esattezza tre possibili varchi spazio-temporali nel nostro universo.
Infine, anche l'enigma della mente umana può gio-varsi di nuove risposte. Emerge un'incredibile corrispondenza tra la concezione taoista della mente in medicina cinese e l'idea che appare dai recenti sviluppi delle neuroscienze.


28 febbraio 2001  

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Percorso: Discipline orientali;

 

Teodoro Brescia
Il Tao della Medicina
La Scienza Olistica e la Medicina Tradizionale Cinese

Prezzo: E 12,91 

214 pagine - 15,5x21,5

 

Insonnia, cefalea, lombalgia, mastite e molte altre malattie si possono curare con l’utilizzo dell’antica medicina taoista, un sistema millenario di guarigione da cui traspaiono oggi inequivocabili certezze scientifiche.

Macro Edizioni è una Casa Editrice che,

da 15 anni, pubblica libri "per il risveglio".

Il suo obiettivo è allargare gli orizzonti verso una visione nuova e coinvolgente della vita.

 

Gli argomenti trattati spaziano dalla medicina alternativa all'ecologia della mente,

e dallo sviluppo spirituale del singolo

a quello di tutta l'umanità.

 

Macroedizioni ha dato origine al catalogo "Macrolibrarsi"

che contiene una selezione di libri fra i più richiesti e importanti della Nuova Era.

Il nostro obiettivo è partecipare attivamente alla trasformazione spirituale dell'umanità, proponendo antiche e nuove conoscenze che mettono in risalto la nostra origine divina.